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6月29日 Nuove proveStasera al Cat, pare che lo Scarpetta si farà. Prenderò il posto di Francesco, e farò Achille. Il copione ce l'ho. La commedia è briosa e il parlare curioso. Starò in scena con Pulcinella. Una bella prova. Spero andrà bene. Da stasera. il copione (di questa commedia e di molte altre) è consultabile a questo link: http://www.intratext.com/X/ITA1577.HTM L'immagine è presa da questo url: http://www.tiziana1.it/images/firemanbig.gif tiziana1.it è il sito della Maestra Tiziana, che non so chi sia ma ha fatto un ottimo lavoro. Davvero un sito superbo, per forme e contenuti. Complimenti! L'altra è una immagine di repertorio: è la foto di una rivista. Il ragazzino sull'"attenti" è Eduardo. 6月28日 In milonga.E' quasi ora. In verità è già tardi, ma ci andremo lo stesso.
Dopo qualche lezione, stasera si va in milonga. Pantaloni e scarpe scure, camicia chiara, fila nel lato. Fazzoletto e pettine nel taschino. Lei è in abito a pois, gonna lunga e scarpe da flamenco. Sarà bello.
E al ritorno ci aspetta una fiorentina. La bistecca. Live from Florence.
Nota all'immagine:
il centro ametista si trova a Genova ed è un posto che propone corsi, seminari e stages di argomenti inerenti il benessere. Tra le sue attività c'è anche il tango. Bella foto.
6月24日 Piccolo pensiero notturnoDovendo scrivere un resoconto della giornata apistica su nettaredi sole, sono venuto a conoscenza di questo stralcio., così, sul web. Riguarda asini ed un pò anche le api. E'carina ed adeguata. Poi, cos'altro? ah, ho finalmente conosciuto la signora Schettino. Sarà una bugia, ma mi ha riferito che Celoro gli ha detto che sono molto bravo. Ed anche se continuo a vivere nel dubbio, questo mi ha inorgoglito. Il fratello di Gerardo, il mio mitico grafico, mi ha dato un invito per una rappresentazione del prof stella: altra bella notizia. Spero di poterci andare lunedì sera. E niente più (gigiotto docet): ho solo una stanchezza disarmante. Ma a quella c'è rimedio. Sta andando bene. Grazie, Dio! Sono felicissimo del fatto che Ettore abbia smesso di fumare. E spero proprio di andare a messa domani, e di godermela. Ma per questo devo addormentarmi presto. Buonanotte a tutti voi che mi leggete, comunque. A voi la storiella cui ho accennato prima. Questo è solo uno stralcio, ma è il pezzo che interessa a me. Il resto potete trovarlo a questo url: http://www.orecchielunghe.it/download/preghiera%20dell'asino.doc Quando dovrò venire a Te, mio Dio, sogno un giorno in cui la lieta campagna si cinge di un pulviscolo luminoso.Io vorrei,così come feci quaggiù, scegliere un sentiero per avviarmi a mio piacimento in paradiso, dove le stelle brillano in pieno giorno. Prenderò il mio bastone e andrò sulla strada Maestra e dirò ai miei amici asini: Io sono Francis Jammes e vado in paradiso poiché anche l'inferno è annientato dalla misericordia divina. Dirò: venite dolci amici del cielo sereno,povere care bestie che scacciate tafani, api e percosse con un brusco scarto d'orecchie.Fra questi animali voglio comparire al Tuo cospetto. Li amo perché abbassano il capo dolcemente e si fermano giungendo i piccoli zoccoli che muove pietà. Arriverò seguito dalla loro miriade di orecchie,seguito da quelli che portano ceste sui fianchi, da quelli che trascinano carrozzoni di saltimbanchi o carrozzelle di piumini e di metallo,da quelli che portano sul dorso bidoni ammaccati. Asine pregne come otri, dalla traballante andatura, da quelli a cui si infilano piccole brache per celare le piaghe livide e infette dalle mosche ostinate che si radunano a grappoli. 6月21日 Serata al sapor di commedia«*Papé Satàn, pape Satàn aleppe!*»,
7. 2 cominciò Pluto con la voce chioccia; 7. 3 e quel savio gentil, che tutto seppe, 7. 4 disse per confortarmi: «Non ti noccia 7. 5 la tua paura; ché, poder ch'elli abbia, 7. 6 non ci torrà lo scender questa roccia». E tutto questo narrato da Celoro, aha avuto un fascino inenarrabile.
Ho anche saputo che "aleppe" è la trasposizione volgare della prima lettera dell'alfabeto ebraico: "Alepf"
il che vuol dire che la prima frase è un'esternazione di sdegno e magari anche una bestemmia, terminante con un'esclamazione: "Aaaaah!!!"
e inoltre, e l'apoteosi:
State contenti, umana gente, al *quia*;
3. 38 ché se potuto aveste veder tutto, 3. 39 mestier non era parturir Maria; 3. 40 e disiar vedeste sanza frutto 3. 41 tai che sarebbe lor disio quetato, 3. 42 ch'etternalmente è dato lor per lutto: ed anche la parafrasi. E' stato bello.
nota all'immagine:
è un'illustrazione del noto Dorè del terzo canto del purgatorio. 6月20日 FAtto anche l'altroe dopo il 27 di Analisi delle Politiche Pubbliche adesso restano: UCL ed Amministrativo. e la tesi ad Ottobre. Ma quella è già in germinazione su www.smlc.it...ed intanto, una marea di cose da fare, in primis al cat e poi su www.nettaredisole.it: ho comprato il dominio che è anche un redirect al blog di msn... Nuova parte, nuovo spettacoloMi hanno dato ieri il copione. Si tratta de "lu curaggio de nu pumpiere napulitano" di Scarpetta. Questo e "La morte di Carnevale" da mettere in scena per la fine di Agosto. Intanto ho cacciato via Diritto Tributario con un discreto 26, e tra qualche minuto ho anche Analisi delle Politiche Pubbliche. Speriamo bene. 6月19日 TangueroStasera a lezione ci hanno dato anche questa locandina; la pubblico nel caso qualcuno voglia aggregarsi. So che non troverà granchè adito. Intanto devo dire che stasera è andata proprio bene. Altre due lezioni. Il più, adesso, è fatto. 6月16日 buoni propositila buona notizia di oggi è che ho ricevuto buoni commenti al sito www.smlc.it e molti incoraggiamenti e il famoso contributo di sponsorizzazione da zio ciro. Utilizzerò questi soldi per comprare i vasetti da utilizzare il 23/24. Le brutte sono che devo prepararmi anche per gli esami ed ho poco tempo...vediamo un pò-.-.-. 6月14日 Domani è un giorno importantenon solo il domani da calendario.
L'altro ieri è stata l'ultima notte che io e salvo abbiamo dormito assieme. Normale, ma importante. Un altro cambiamento nella vita di tutti i miei cari. Che possa andare bene. E possa essere d'esempio.
E, che possa andare bene anche tutto il resto, ora che pare proprio che voglia ingranare.
Aspetto...domani...
nota all'immagine:
matrimonio nel 1989. 6月13日 sbolliti i bollori...potrei scrivere un blog intero su questo weekend e sulla partita di domenica. Mi limiterò a farvi un collage delle prove di quello che ho fatto, più in là. e poi anche alcune foto, le pubblicherò. Per ora vi lascio così, a mani vuote, ma piano piano metterò su tutto. Vi posso lasciare, per esempio, la foto presa sul sito dello sky live; siamo stati ripresi e trasmessi in diretta sulla sky, subito dopo la partita durante la pacifica invasione del marassi. Una foto dolce e tamarra al tempo stesso. Evvai! 6月8日 Domani partiamo! Verso Milano e Genova!Tornerò lunedì sera. Weekend tra Milano e Genova. Andata in Aereo, ritorno in treno. Arrivo a Milano, visita alla triennale, pranzo da Bagutta, incontro con pipi, pippetto e Claudio, Viaggio a Genova, Cena e Pernottamento, visita alla città, partita, seconda visita alla città, secondo pernottamento, partenza lunedì mattina. Eurostar fino a Roma, poi Tav. E tanta soddisfazione, comunque vada. Sarà insieme. e Tanto basta. Inoltre oggi, dopo la passeggiata di ieri, ho fatto una escursione di 90 km circa: sono arrivato ad Amalfi, via Minori, con Alfonso. Questi è una delle persone cui più tengo. Nel mio cammino sono quelle esistenze che mi danno voglia e forza di continuare ad andare avanti. Abbiamo esistenze totalmente diverse, un pò come quelle di un pastore e di un pescatore, ma anche tante cose in comune: l'amore per la terra, o la curiosità di scoprire le peculiarità del nostro territorio, per esempio. Mi ha accompagnato alla biblioteca di Amalfi, e mi ha aiutato a non rendere estrememente dispersiva la mia ricerca. E' andata bene. Soprattutto i tomi di Camera, li ho ritenuti molto interessanti, e anche il libro di Liguori "gragnano", nomina alcuni aspetti interessanti per la mia ricerca. Mi sono riproposto di ritornare, Alfonso mi ha anche invitato a pranzo da lui, ma è stato meglio passare per Chiunzi, ed osservare le cose che avevo letto. Quella libreria/biblioteca/centro di storia amalfitana è stupenda. Solo a colpo d'occhio ho intravisto non solo la grande treccani, ma alcune collezioni complete dell'einaudi...e non ho nemmeno adocchiato le pergamene, con cui senz'altro avrò a che fare durante le mie prossime "escursioni" in costiera. E' stato bello. E anche la colazione da Di Riso, e la sua ricotta e pera, non l'ho disdegnata. Per niente affatto. Nota all'immagine: allo stato attuale è il mio dolce preferito da http://www.kucinare.it/public/users/kucinare.it/torta_ricotta_pere_hi.jpg Mattinata di Ieri, a Napoli. Scritta a Forno Vecchio.Una mattinata passata a Napoli. In silenzio, ho camminato tantissimo. Una bellissima giornata di Giugno, luminosa ma non calda. E Napoli si è manifestata in tutte le sue contraddizioni; caratteristica, questa, che ha connotato tutto il mio peripato. Sono partito da Via Forno Vecchio, una sede della Facoltà di Architettura, e fino a Piazza Marconi, all’emeroteca Tucci, nel palazzo delle Poste Centrali. Ho chiesto informazioni, e di lì fino a Palazzo Sangiacomo, sede del municipio. Ho realizzato uno dei miei sogni: ho visto “’a capa ‘e Napule”. Chi non sa cos’è non sa cosa si perde. In verità, per poterla vedere avrei dovuto ricevere un pass, ma la security è stata gentilissima e mi ha concesso di vedrla, da vicino, liberamente. E’ stato discretamente emozionante. Ho fatto caso al fatto che è stata mutilata, in passato. Il naso è infatti riattaccato al volto. Senza parole la sensazione che ho provato, in cima allo scalone d’ingresso del comune di Napoli. Da lì attraverso un bel corso stracarico di palazzi sede di Istituti Creditizi, tra facce da faina e altre da agnelli, sono arrivato davanti al San Carlo. E Da qui in poi è iniziato il percorso più intenso. I portici del massimo teatro sebezio sono per chi sa con cosa ha a che fare comunque emozionanti. Ricordo che tutto questo cammino l’ho fatto nel silenzio più totale. Cercando di mimetizzarmi col resto della jungla e di ascoltare quante più cose possibili. Lì ho sentito tantissime voci, e musiche, e pianti e lagrime. In piazzale Trieste e Trento, c’era un gruppo di restauratori che fornivano assistenza al gruppo scultoreo di Partenope tra i geni della commedia e della tragedia, che di solito è posto all’apice della facciata del San Carlo. Era lì, e l’ho vista da vicino. E’ stato inenarrabile. Entrato nei cortili del palazzo reale, in direzione della Biblioteca Nazionale, c’erano a guardia del mio cammino verso l’entrata della BNN gli occhi fieri e rigorosi della pallade Atena, dell’Ercole farnese, di Afrodite…è stato come ricevere la foto di persone che conoscevo solo per corrispondenza. Ricevute le informazioni che cercavo, dopo essere passato davanti al gambrinus ed acchiappata dall’aere una buona dose di atmosfera retrò dello storico caffè, mi sono incamminato per la shopping-house Via Toledo, già Via Roma, già Via Toledo. Tra palazzi storici addobbati a vetrine di abbigliamento intimo, e gente d’ogni genere a passeggiare e dall’apparenza di fare tutto tranne che pensare, sono arrivato davanti ad uno di quei palazzi littori, stile palazzo delle poste centrali. Penso che sia la sede centrale dell’Inail, ma non ne sono sicuro. La nota più colorita di questa strada è per me stata sicuramente la fila di vecchietti su di un muretto a livello della strada di questo edificio. Facevano discorsi simili a quelli di tutti i vecchietti che conosco, magari…ad esempio mi sono venuti alla mente i “giovani d’esperienza” che trovammo ad Ogliastro, in piazza, che invitammo a giocare al Calcio con noi. Erano, questi della cloaca massima giù ai quartieri spagnoli, vecchi scugnizzi. Solidi o storpi, avevano sfregiati gli occhi dalla storia di noi tutti. Ed è stato bello scoprire che esistono ancora. In una strada intersecante Via Toledo, credo che sia la discesa Santa Brigida, occupata interamente tranne i marciapiedi da un cantiere della metropolitana, c’erano delle bancarelle che vendevano di tutto. E lì ho visto un bambino dalle sembianze davvero scugnizzesche, e due innamorati, che nel fiume di persone, galleggiavano dietro di me tra le loro esternazioni a metà tra la tenerezza amorosa e lo sguaiato pettegolezzo da basso. Il loro parlare era molto musicale, e ascoltandolo con orecchio poco attento al senso delle parole, sembrava catalano o chissà quale altro idioma esotico. Era bello ascoltare quella musica, senza stare troppo a chiedermi da quale strumento provenisse. In più, proprio in quella strada, ho trovato un gruppo di donne di mezz’età, il classico, sempre conosciuto ma mai incontrato, gruppo di signore del vicolo, dal parlare cantilenoso e tedioso. La vera plebe, l’ho vista da lontano, dagli occhi e dalle poche parole di queste donne. Figli orfani di madre vedova, ho incontrato alcuni negozietti di orologiai e venditori di cappelli. Borsalino, Panama, molto belli. Chissà da quanto invenduti. E bretelle, e guanti. Roba d’altri tempi. Mentre osservavo la magnificenza della mercanzia, il titolare o chi per esso gestiva l’esercizio, è uscito dal negozio, probabilmente incuriosito da un raro osservatore di quelle cose da tanto tempo fuori moda. Sembrava uscito da un racconto di De Crescenzo. Arrivato all’altezza di palazzo Doria d’Angri ho imboccato il decumnus. All’inizio un vico come molti altri. Ma da Piazza del Gesù, tutta un’altra storia. Quanta magnificenza in quella piazza. Dal Sacro al profano, dalla taverna del cerriglio all’obelisco, passando per l’ingresso al monastero di Santa Chiara. E Poi, per confermare il tema ultimo della passeggiata, la contraddizione, il violino tzigano di un mendicante. Note stridenti e briose, che si sentono da lontano e che ti pungono ma che ti attirano…Altri negozi, nessuno degno di nota, a parte un paio di bancarelle piene zeppe di libri di teatro, e storia, e aneddoti e cronache di Napoli antica. Prezzi normali, come normali negozi, ma in mezzo alla strada. Avessi avuto coraggio ne avrei riempito un sacco di juta e me lo sarei portato dietro, dicendo all’esercente, prima di andarmene: “metta sul conto”. Ma alla sicura e pronta risposta: “Dottò, quale conto jate truvanno?” avrei sicuramente tagliato le gambe alla mia sete di domande. E allora arrivederci a quando potrò permettermi i ritornare a fare manbassa di tomi. Tutti belli. Tutti. Da divorare le giornate d’autunno. A Piazza San Domenico si trova la chiesa omonima, più simile ad un castrum pronto a sopportare a lungo chissà quale assedio, e la sede dell’orientale. Ma a me serve l’ufficio orientamento, e non è qui. Via Mezzocannone, 99. Credendo che questo indirizzo fosse la sede prima dell’Istituto, che conosco, mi avvio lì. Non ci sono punkabbestia, almeno non troppi. Il giardino antistante è però lordo di bottiglie di vino, birra e chissà quali altri spappolabudella. All’ufficio per l’orientamento, ricevo le informazioni che mi servono e parlo con alcune ragazze. Una laureata, l’altra laureanda. Cordiali e simpatiche. Le saluto, non le rivedrò mai più, nella jungla partenopea, forse le incrocerò, ma non ci riconosceremo. Risalgo verso il decumano, ma da una traversa parallela a mezzocannone. Continuo ancora verso il decumano superiore, e la via degli strumenti. Mi fermo da guida, a port’alba. Chiedo di un volume, e vengo condotto nella sezione “antichità” della storica libreria. Non trovo quello che cerco, ma non mi pento della visita. Trovo altro. Vista e profumo di un mondo segreto. Tantissimo sapere lì dentro. Tra le occasioni compro a pochi euro un volume sulla questione meridionale. E’ il mio souvenir per oggi. Da lì a Piazza Dante, a Forno Vecchio, il passo è breve. Ed ora sono qui. Ed è ora di tornare a casa.
7 Giugno 2007, h 13.13
Enrico Elefante 6月4日 Sorrido. Tra compassione e meraviglia. Di me stesso.
Beh, il perchè renderlo pubblico questo commento non lo so. Posso dirvi che mi è stato aggiunto sul blog di nettaredisole (proprio non capisco perchè non direttamente qui) ad un post che non c'entrava proprio niente; ma questo non fa niente. Chi mi conosce lo sa: non sono mai cattivo, e forse è superfluo persino tutto questo: la pubblicazione del commento e la sua spiegazione in questa sede. Come al solito si continua nelle contraddizioni. Ma questo genere di cose anzichè fermarmi e scoraggiarmi mi incitano a continuare: qualcosa ne sa il Milano sulla faccenda "Pasticcione": 7000 domande e 7000 risposte senza senso, ma senza scoraggiamenti di alcun tipo. Mi si parla di scostumatezze. Antonè, e te lo dirò anche a quattr'occhi, tu ti sei giudicata una "vajassa"; perchè ti sorprendi? Io rispondo con parolacce solo alle parolacce; in poche parole, dico "Ahi!" solo se mi vengono pestati i calli. E se ti arrabbi perchè ti rammento che non hai portato il copione o non ricordi questa o quella uscita o ti viene il panico più totale (e non è semplice tensione!) poco prima dello spettacolo, beh...non ci posso fare granchè. Che mi siano testimoni i nostri colleghi o chi ci guida nel cammino artistico: chiedi a loro se è esagerato quello che faccio; se poi la reputi una faccenda riservata a noi due, beh: nessun rimpianto da parte mia. Se richiamarti quando sei di spalle al pubblico o darti dei consigli dal basso della mia arroganza è esagerato, beh...dillo davanti a tutti e non buttarmi le frecciatine, come al tuo solito, che non portano da nessuna parte. Ci vuole coraggio, mettimi al muro e colpiscimi pure, ma davanti a tutti. Ho la coscienza a posto: sicuramente l'hai capito perchè sei una persona intelligente, i consigli te li dò su di un piano umano più che artistico. Non accettarli è immaturità. Ultima faccenda, il fatto di Ceccio (io lo chiamo così!). Parliamone con lui, e vediamo se la mia esternazione era fuori luogo o meno. Sicuramente era un modo per scherzare un pò. Non credevo di richiamare la tua volgarità ai massimi storici, da originale vajassa quale ti sei giudicata. Mi è dispiaciuto, ma...pazienza. Non mi scalfisce e mi fa sorridere. Aspettando di rivederti franca e schietta. Come sempre. Stammi bene. |
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