Enrico's profileper aspera ad AstraPhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    November 20

    Dio è morto?

    Ascoltando "con parole mie" http://www.radio.rai.it/radio1/conparolemie/
    ho appreso questa canzone, che conoscevo appena appena. Dopo l'escursus di questi giorni, e con la consapevolezza di
    esser salito di un altro gradino la scala della consapevolezza, ho deciso di pubblicare testo e canzone.

     

    Ho visto
    la gente della mia età andare via (1)
    lungo le strade che non portano mai a niente
    cercare il sogno che conduce alla pazzia
    nella ricerca di qualcosa che non trovano
    nel mondo che hanno già
    dentro le notti che dal vino son bagnate
    dentro le stanze da pastiglie trasformate
    dentro le nuvole di fumo
    nel mondo fatto di città
    essere contro od ingoiare
    la nostra stanca civiltà

    È un Dio che è morto
    ai bordi delle strade, Dio è morto
    nelle auto prese a rate, Dio è morto
    nei miti dell'estate, Dio è morto.

    M'han detto
    che questa mia generazione ormai non crede (2)
    in ciò che spesso han mascherato con la fede
    nei miti eterni della patria e dell'eroe
    perché è venuto ormai il momento di negare
    tutto ciò che è falsità
    le fedi fatti di abitudini e paura
    una politica che è solo far carriera
    il perbenismo interessato
    la dignità fatta di vuoto
    l'ipocrisia di chi sta sempre
    con la ragione e mai col torto.

    È un Dio che è morto
    nei campi di sterminio, Dio è morto
    coi miti della razza, Dio è morto
    con gli odi di partito, Dio è morto.

    Ma penso
    che questa mia generazione è preparata (2)
    a un mondo nuovo e a una speranza appena nata,
    ad un futuro che ha già in mano,
    a una rivolta senza armi,
    perché noi tutti ormai sappiamo
    che se Dio muore è per tre giorni 
    e poi risorge,
    in ciò che noi crediamo Dio è risorto,
    in ciò che noi vogliamo Dio è risorto,
    nel mondo che faremo Dio è risorto...

    (© EMI Italiana SpA - La voce del padrone)

    Ispirazione letteraria tutta all'interno del movimento beat per questo notissimo brano di Francesco Guccini, successo "underground" per i Nomadi (la canzone fu messa al bando dalla RAI, ma non da Radio Vaticana). Lo slogan "Dio è morto" girava negli anni '60 negli ambienti alternativi USA (la canzone è del '65) e l'avvio del brano (1) è chiaramente ispirato al celebre poema di Allen Ginsberg, il poeta e cantore della beat generation, dal titolo L'urlo (Howl), pubblicato nel 1958.

    «Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche,
    trascinarsi per strade di negri all'alba in cerca di droga rabbiosa,
    hipsters dal capo d'angelo bruciare di desiderio per l'antico contatto celeste con la dinamo stellata nel macchinario della notte,
    che in miseria e stracci e occhi ínfossati stavano su, partiti, a fumare nel buio soprannaturale di soffitte a acqua fredda fluttuando sulle cime delle città contemplando jazz, ...
    »

    in originale:

    I saw the best minds of my generation destroyed by madness, starving hysterical naked,
    dragging themselves through the negro streets at dawn looking for an angry fix,
    angelheaded hipsters burning for the ancient heavenly connection to the starry dynamo in the machinery of night,
    who poverty and tatters and hollow-eyed and high sat up smoking in the supernatural darkness of cold-water flats floating across the tops of cities contemplating jazz, ...

    (Il testo completo in italiano è disponibile, ad esempio, su questo sito)

    Altro elemento fortemente legato all'epoca è il ripetuto riferimento alla "mia generazione", che echeggia la celebre canzone dei Who My Generation, inno dei mods e grande successo in UK (#2 nel 1965). Una nuova generazione, per una nuova era, nella quale i giovani saranno protagonisti, una linea di fondo per tutti gli anni '60.


    Anche se oscurata dalla RAI (e dalla hit parade) la canzone di Guccini e dei Nomadi ha avuto un buon successo, è stato il brano che il gruppo ha presentato al Cantagiro del 1967 (che seguiva il grande successo dei complessi nell'anno precedente) e l'ostracismo non ha coinvolto la chiesa, che anzi, in piena epoca conciliare, stava guardando con interesse alla musica come un mezzo per avvicinare i giovani alla pratica religiosa, arrivando anche ad accettare le "messe beat".

    I Nomadi organizzarono anche un "blitz" per presentare al Papa la canzone, mischiati alla folla che faceva ala ad una sua uscita dalla residenza estiva di Castel Gandolfo (il Papa era Paolo VI). Era presente il noto fotografo Federico Garolla che ha documentato l'episodio (immagine © Archivi Garolla, vedi Archivi Garolla, il Papa si intravede sullo sfondo). Non risulta che però il Papa o suoi collaboratori abbiano mostrato interesse esplicito per il messaggio dei Nomadi.

    il profeta...tsk!

    "Guardo il Paese, leggo i giornali e penso:
    ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo.
    Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore.
    La giustizia, la tv, l'ordine pubblico.
    Ho scritto tutto trent'anni fa in 53 punti»."

    Licio Gelli

    da http://it.wikipedia.org/wiki/P2

    Il cosiddetto Piano di Rinascita Democratica,
    parte essenziale del programma piduista,
    consisteva in un assorbimento degli apparati democratici
    della società italiana dentro le spire di un
    autoritarismo legale che aveva al suo centro l'informazione.

    I suoi obiettivi essenziali consistevano in una serie
    di riforme e modifiche costituzionali onde
    “rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione
    di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina,
    dagli organi dello Stato
    ai partiti politici,
    alla stampa,
    ai sindacati,
    ai cittadini elettori”.

    In particolare andavano programmate azioni di Governo,
    di comportamento politico ed economico,
    nonché di atti legislativi,
    per ottenere ad esempio nel settore scuola di
    “chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio - posto di lavoro”.

    dall'url http://it.wikipedia.org/wiki/Piano_di_rinascita_democratica_della_Loggia_P2

    Buonanotte.

    November 15

    pubblico una lettera...

    inaspettata e...gradita.

    #####

    Caro Enrico,
     
    ogni fase di transizione è un treno a parte.
    Succede quando il succo gastrico dalla panza dell'ape iniziano a chiamarlo MIELE e, viene inscatolato e commerciato da strani figuri.
    Così come uno che muore laureato a salerno e si riscopre laureando a Napoli.
     
    Beh, dal canto nostro e per l'affetto che ti abbiamo sempre mostrato (unica matrice dei tanti sfottò che hai ricevuto, perchè un amico in meno tra i piedi è sempre un tesoro perso), veniamo a dirti che se ora sei PER MERITO un Consigliere ASP, domani sarai di diritto il nostro primo Socio Alumni.
     
    Lo spirito di questa barca di disadattati lo conosci e ne farai sempre parte....pensa te, da alcuni vascelli di carcerati ne è venuta fuori l'America!
     
    A presto e auguri!
     
    Daniele

    #####
    penso molto, e penso tanto...
    November 12

    Eh si.

    La mia anima mi ha mostrato
    che non sono
    nè più di un pigmeo
    nè meno di un gigante.

    Prima vedevo l'umanità
    come divisa in due uomini:
    uno debole,
    che commiseravo;
    e uno forte, che seguivo
    o al quale resistevo
    sfidandolo.

    Ho imparato, ormai,
    d'essere come l'uno e l'altro,
    fatto degli stessi elementi.
    La mia origine
    è la loro origine,
    la mia coscienza
    è la loro coscienza
    e il mio pellegrinaggio
    è il loro pellegrinaggio.

    Se peccano,
    anch'io sono peccatore.
    Se agiscono bene,
    sono fiero del loro agire.

    Se rimangono inerti,
    la loro inerzia è anche la mia.
    Se si alzano, mi alzo con loro.

    Gibran Kahlil Gibran
    November 11

    dove ci eravamo lasciati?

    Sarà che in fondo ho rifiutato a qualcosa di mio per aiutare l'altro, o solo come punizione "del contrappasso", ma devo rpednere atto del weekend che si appresta a terminare. Ieri, fino a qualche ora fa, a sorrento...e nel posto migliore che abbia mai potuto desiderare, ed a realizzare bellissimi pensieri e ottime esperienze. Magia e...realtà, con un pò di intraprendenza e pazzia. E' andata. E tra dù ore si decide se intraprendere anche un'altra strada. Chissà! E stasera, in scena. Ottimo.
    E domani, daccapo. Con meno magia, forse. Ma non con minor voglia di vivere.
    November 08

    è da stamattina che ci penso

    Chissà cosa si prova a venire per la prima volta in queste terre.
    Vorrei essere nelle loro menti per capirlo...
    non potrebbero spiegarmelo nè io potrei capirlo...
    Domani sarò loro cicerone a napoli, tra una capatina alle emeroteche del centro...
    spero di fare buon lavoro e di non trovare casini con gli scioperi..
    e soprattutto, che godano della passeggiata, che si prospetta luuuunga.
    November 07

    da ospite ad ospitatore!

    Niente di che, ma sono giorni questi di ospitalità...
    stasera a cena (ci ho pensato poco, non capita quasi mai!)
    dopodomani a dormire. Ho ospiti da Perugia. Spero di trattarli bene, come in molti altri hanno fatto con me in giro per lo stivale...

    November 04

    the crib

    ‘O PRESEBBIO ‘MPARAVISO

    C’aggi’ ‘a fa’:Io songo fissato p’o presebbio.

    Quanno arriva ‘o vinticinche marzo,

    a capa mia accummencia a sfrennesià:

    ‘mmece ‘e pensà a Pasca d’o Signore

    l’uocchie mie vedono già Natale

    e quanno arriva ‘o mese e nuvembre,

    mentre me chiagne tutt’e muorte mie,

    e presebbie so’ belle e pronte.

    Uno ‘o metto dint’o salone, nato, addò se magna e o cchiù gruosso

    pe’ mosta a tutta a ggente.

    ‘O Bammeniello mio nasce troppo ampressa.
     

    Mo io voglio dicere ‘na cosa:

    si m’ammerete ‘o Paraviso,così sia!

    Ma avverto a tutta a Corte celestiale

    ca all’ate munno, si nun me preparano ‘o presebbio

    io ‘mparaviso nun ce trase;

    e voglio ‘o voie e l’asinello

    chilli originali che a Notte Santa

    scarfarono ‘o Criaturo,

    ‘o Pate e a Mamma,

    e zampugnare cu e pucurelle,

    Benino che dorme sotto ‘o pagliaro,

    ‘o monaco ‘mbriacone e a lavannara

    e comme sfunno ‘o cielo ‘e Napule

    e comme cascata chella ‘e Caserta,

    pecché, stise ‘nterra ,cu a faccia ‘ncopp’e mmane,

    m’aggia godè a scena pe’ l’eternità.
     

    Bona gente,

    si all’ate munno,

    sperduta miez’a meliune ‘e sante

    ‘e vedè ‘o presebbio ve piglia a nustalgia,

    liggite ‘nfronte a chiste:

    portano ‘o nummero vinticinche

    e vanno verso a rotta vinticinche,

    l’unica rotta ‘e tutto ‘o Paraviso,

    addò l’angiulille sparano a tracchiata

    e Sant’Alfonso ‘ntona a “Pasturale”

    e tutte e sante,

    cu e stelle dint’e mmane

    risponneno cantanno:rolia a Ddio...

    Mettiteve pure vuie ncammino

    e truvarrite ‘o munno d’a felicità.

     

    p. Luigi Pollastro dei frati minimi

    November 01

    così...

    Sono stato Amleto. Per una manciata di secondi, ma ero lui. Ero lì, con gli stivali, davanti agli attori, vestito di nero e con la rabbia di chi ha subito l'assassinio del padre. Come mi diceva Sergio.
    Forse è una bestemmia, o un vaneggiamento. Ma che ci crediate o no, ero lì. E ho detto quelle cose non con la mia mente, non col mio corpo, non in quel luogo. Eppure le ho dette. E non oso pensare ad altro.
    dopo una serata intera a studiare queste righe, ho scoperto che sono una parte della seconda scena, per l'appunto dell'Amleto.
    Tra le tante edizioni in Italiano, quella che ho avuto tra le mani era quella che ho trovato anche qui
    http://www.readme.it/libri/3/3055080.shtml
    e queste parole esatte:

    Dite il discorso, vi prego, come io ve l'ho recitato, quasi vi danzasse sulla lingua; ché se voi lo vociate, come fanno molti dei nostri attori, sarebbe per me tutt'uno che il pubblico banditore dicesse i miei versi. E non fendete troppo l'aria con la vostra mano, così; ma trattate tutto con discrezione; perché nel torrente stesso, nella tempesta e, com'io potrei dire, nel turbine della passione, voi dovete acquistare e generare una temperanza che dia ad essa morbidezza. Oh, m'offende fin nell'anima udire un truculento individuo imparruccato lacerare una passione a brandelli, ridurla in stracci per spaccare gli orecchi della platea, la quale, per la più parte, non comprende null'altro che inesplicabili pantomime e rumore; io farei frustare un tale individuo per aver sopravanzato Termagante; questo è un farla da Erode più di Erode stesso; di grazia, evitatelo.
    [...]
    Non siate troppo blandi nemmeno, ma lasciate che il vostro discernimento vi sia maestro; accordate l'azione alla parola, la parola all'azione, con questo particolare accorgimento, che voi non passiate oltre i limiti della moderazione della natura; perché ogni cosa così strafatta è contraria allo scopo dell'arte drammatica, il cui fine, tanto agli inizi che ora, fu ed è di reggere, per così dire, lo specchio della natura; di mostrare alla virtù le sue proprie fattezze, allo scorno la sua immagine, e alla tempra e alla fisionomia stesse dell'epoca la loro forma ed impronta. Ora questo, esagerato, o stentato, benché faccia ridere l'inesperto, non può che affliggere l'uomo di giudizio; la censura del quale deve, nella vostra opinione, pesar più d'un intero teatro degli altri. Oh, ci sono attori ch'io ho visti recitare, e uditi lodare dagli altri e altamente, per non dir la cosa in maniera profana, i quali non avendo né l'accento di cristiani né il portamento di cristiani, di pagani, né d'uomini, si pavoneggiavano e muggivano così ch'io pensavo che qualcuno dei manovali della natura avesse fatto degli uomini, e non li avesse fatti bene, così abominevolmente essi imitavano l'umanità.
    #####

    Queste sono le risposte che chiedevo alle mie tante domande di questi tempi. Risposte che mi basteranno a lungo.

    non me l'ero mai chiesto, ma il buon ceccio (chi se l'aspettava?) mi ha fatto capire una piccola cosa: sono due anni che impariamo a parlare napoletano, che leggiamo e impariamo poesie, che studiamo come chiudere le parole, e non cantilenare...piccole cose semplici, ma non ovvie, e banali. Anzi!
    Adesso, al terzo anno, in tre lezioni abbiamo fatto quanto l'allievo di una scuola di teatro spera di fare fin dal primo giorno:
    respirazione (il fiatone con i saltelli di AEIOU)
    immedesimazione (lo Stanislavskij)
    e lo Strasberg.
    E in più...
    molte altre cose, ma banali da dire qui.
    Non mi ero mai lamentato, giuro, di quel poco ma grandissimo che abbiamo fatto finora.
    Ma sono sceso da quelle tavole, stasera, con quel pugno nello stomaco che mi diceva:"cacchio...allora non eri tu".
    Ed è più di quanto chiedessi.

    ps. dopo la mezzanotte del 31 i morti ti chiamano per fare il presepe; io lo sto facendo, contro molte cose, ma con la certezza che prima o poi lo finirò, ed avrà tutto, e sarà il mio presepe.

    nota all'immagine
    dall'url http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:David_Garrick_in_Hamlet%2C_Act_I%2C_Scene_4.JPG
    la descrizione è questa: Dramatic Characters, or Different Portraits of the English Stage (1773) - David Garrick in Hamlet, Act I, Scene 4.
    Buonanotte.