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日志


7月30日

...e me n'esco quanne chiodo.

Lo chiudo o non lo chiudo sto blog?
Quando torno da Santiago, quasi sicuramente lo cancello.
Ce ne sarà un altro, forse, da qualche altra parte.
Questo blog...é ora di farlo diventare vita.
7月13日

Gigi Ruocco.

Si, è l'ennesimo post con una canzone. Ma -c'è poco da fare- farlo mi aiuta a dire tanto senza parlare molto.
 
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io non potrò esserci, cm già ti dicevo, ma volevo cmq augurarti buon viaggio hermano querido. ti auguro il meglio, molto di più di ciò che ti aspetti, un viaggio di scoperta, pieno di sorprese. ti auguro di superare le difficoltà e gli imprevisti che si presenteranno lungo il cammino e di gioire anche delle cose più piccole. me raccumanno guagliò. 1 abrazo tan fuerte
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ti dedico anche quest'altro pezzo dei modena. che ricorda un pò qualche pezzo degli anni trascorsi insieme.
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E direi che in effetti, il pezo in sè dice molto. Mi dispiace di non avere, qui, stasera, il buon gigi da salutare. Ma sono molto contento di averlo beccato sulla mia strada. Un buon incontro, poco altro da aggiungere.
7月2日

notte.

 
Notte che se ne va
dinto o rummore
'e chi fatica a sera

Notte astretta
pe' chi vvo' durmì
chiude l'uocchie
e nun riesce a capì

Notte 'e chi fuma sempe
pecchè o tiempo adda passà

Notte 'e chi s'arrecrea
bussanno e porte dice
nun so nisciuno

Notte 'e chi fa e cartune
de chi a dinto è cchiù crudo

Notte nun da' turmiento
a chi se vo' 'mbriacà

Notte che vene notte che va
esce stu' juorno
a chi amma aspettà

Notte 'e chi sta pensanno a Dio
'e chi se venne a vita mia

Notte 'e chi 'o sape già
'e chi invece nun' ha saputo niente

Notte 'e chi s'accuntenta
ma nun se fa purtà

Notte 'e chi venne sempe
chello ca' nun po' tuccà

Notte che vene notte che va
esce stu juorno a chi amma aspettà

Notte 'e chi sta pensanno a Dio
'e chi se venne a vita mia
6月16日

16 - 'o culo...parte II...lo spettacolo

E' quasi orario. Andiamo allo spettacolo.
Arriviamo giusto in tempo. Carlo (il coordinatore artistico dello spettacolo) mi aspetta all'ingresso. Prende i due biglietti per me (ua!) e mi intrattiene un pò. Mi spiega un pò di cose, ma senza svelarmi nulla. Comincia lo spettacolo. E' itinerante ed interattivo sulla falsariga del "Viaggio naufragio e nozze..." E' un viaggio onirico, che parte con un monologo di brecht (ma non è importante saperlo) e termina con uno sproloquio tanto comico quanto grottesco e drammatico, in una scenografia di piatti e due figure seminude. Emozionante, bello, pieno. Dal grandioso al teneramente carino il pezzo fatto nel cortile-palestra della scuola (con il pavimento di cemento a fare da distesa d'acqua) e due capacissimi attori a fare da anglofoni la loro piccola storia-flirt che avrà un finale davvero strapparisate ed applausi (con la luna...), facce da maschera vera, piena quella del pezzetto sulla fine del mondo...surreale, e bravissime le attrici...tanto tanto coinvolgente la parte in un "ascensore...scenico" e la storia di un uomo nel futuro, un futuro in cui tutte le città sono saldate fra di loro...ed al culmine della vicenda, c'è persino un salvataggio di emergenza degli astanti cui viene data una mascherina per il fumo, mentre vengono avviati all'uscita...sotto gli occhi di un sistema tecnologico (un "cervellone", più "1984" che "matrix") che sa tutto di tutti, anche del pubblico-cittadini in viaggio nell'ascensore della torre nord della città.
Il primo pezzo, riguardante la chirurgia e "l'eterna giovinezza" lascia a bocca aperta. Per la bellezza della location (il chiostro del Vittorio Emanuele molto ben illuminato) ma soprattutto per la bravura delle due protagoniste, che passano da un personaggio in costume dalle vistosissime applicazioni in metallo, al becchino dell'amleto con una incredibile agilità. C'è anche lo spazio per un nudo che ha dello scandaloso in quanto denuncia l'effettiva atrocità di un intervento di chirurgia su di un corpo per renderlo "bello". Lascia a bocca aperta tutto il percorso, fa sentire bambini e saggi. L'epilogo è circense e quasi clownesco come il prologo...e riserva anche una sorpresa.
Il biglietto dato all'inizio (alll'ingresso in un camioncino con la forma della bocca di mangiafuoco) serve a conclusione dello spettacolo per estrarre un numero da un trabiccolo girevole. Lo fa una signora del pubblico, mentre un fabbro (dovrebbe essere Donatello Galloni) sembra faccia finta di liquefare un metallo, mentre predispone uno stampo. L'ottimo Mauro Maggioni (anche se commette qualche sbavatura con la lingua di partenope...pazienza!) intrattiene il pubblico parlando di fortuna. E la fortuna si palesa dalle mani della signora del pubblico, che ha estratto il...16.
Il numero che ho io sul biglietto. Che fortuna! Mi chiamano a ritirare un premio: una specie di medaglione, appena estratto dallo stampo e fatto raffreddare, con un bel sederone e la scritta "Napoli - 'O Culo". A tutti gli altri è donato un chilo di pasta...beh, che fortuna...
usciamo a piazza dante, qualche passo verso l'ingresso della metro e "PAM!" una pallonata mi colpisce in pieno volto, proprio sulla tempia. Tremenda. Barcollo, ma resisto. I ragazzacci -che però non hanno altro posto dove esibire le loro velleità calcistiche tranne che la piazza- ammutoliscono. Gli dò un'occhiata, tenendomi con la mano la parte della faccia dolorante...proprio a me va a colpire sta ca...volo di pallonata. Che fortuna. Abbiamo anche sottovalutato la durata dello spettacolo ed abbiamo perso tutti i mezzi (fs, vesuviana, bus) per tornare a casa. Che fortuna.
Ho ancora qualche postumo della botta (un pochino di mal di testa, nient'altro) e ripenso tutta la serata a sta ca...volo di fortuna e gli scherzi che mi ha giocato in questa giornata. C'ho culo (anche vistoso), l'ho avuto e continuerò ad averlo, ma spero di non farmi male ancora.
Tutto il male della giornata (E del periodo no) lenito da un sms: "grazie x la serata". Ricevuto alle 00.59. La vita è bella,  ed è importante viverla finchè ce n'è. Come la terra, nzomma. Grazie, Carlo. Per le emozioni e gli straordinari talenti che hai coordinato e per la serata che ho avuto in dono. Avevo pochi dubbi sulla qualità dello spettacolo, ripensando a quanto visto l'anno scorso. Spero che gli altri che vedrò quest'anno ne siano
all'altezza.




16 - 'o culo...parte I .. La stanza del Gusto a Via Costantinopoli - Na-

Ritornato in carreggiata con l'allenamento, ho rimandato alcune scadenze e dedicato la giornata a me stesso, senza inutili complicazioni.
Una serata, ieri...anzi una giornata intera, di quelle che cominciano e finiscono come in un sogno.
Nuova playlist nel lettore, coi cranberries, con bob marley, con gli elio e le storie tese, gli eagles...e la solita megadose di pinuccio.
Edificante.
"Ci vediamo a via toledo", l'appuntamento era però a porta nolana. Poco male. Ne approfitto per farmi via tribunali...tutta. A piedi, naturalmente.
Il caldissimo del pomeriggio sebezio nei vicoli è un pò stemperato, ma si suda.
La musica "tunz" che mi regala la random dell'mp3 è perfettamente a suo agio nello scenario del decumanus. Questa città è musica.
Tolgo le cuffie, e la musica continua. 10 passi ed è la carmen di bizet, più sopra ancora c'è un pò di Gigione, poi i Green day...rimetto le cuffie.
Tutta la musica calza come un guanto queste pietre, questi volti, quest'anima.
Sbucato su toledo, il caldo copre tutto. Devo scendere, l'appuntamento è dopo piazza carità.
La trovo quasi subito, capelli legati, spalle scoperte e sandali comodi. solare e tittesca come questa bella giornata d'estate.
Andiamo in galleria, ad acquistare i biglietti di questo giugno di buon teatro.
Ma i biglietti degli spettacoli che più avevamo adocchiato (quello nei sotterranei, e quello sui tetti di napoli) sono esauriti. Correggiamo la rotta verso uno spettacolo di danza al san ferdinando (finalmente ci andrò!) ed uno di prosa su caravaggio al bellini.
C'è da risalire toledo per andare al convitto, ma il caldo ed il biglietto giornaliero ci suggeriscono un buon diversivo: Funicolare centrale, fino a piazza coda, poi la metro fino a piazza dante.
Arrivati al vomero c'è il tempo di una pausa a piazza vanvitelli (e seduti al bar, con la "spvemuta" e la "gvanita", ci sta pure un siparietto imitando il conte rugazzo) C'è un costante viavai di gente, ma tutt'altra storia rispetto al caos dei decumani o del rettifilo. "Sembra di stare in un'altra città europea"...era proprio vero. Prendiamo la metro dell'arte...a starci dentro pareva la metro di oslo. Pulita, colorata, bellissima. Ogni stazione ha una storia. Arrivati a Dante, mentre esco dal vagone entra Adriano Pantaleo, l'attore. Lo faccio notare anche a lei, me lo conferma. Uno scambio d'aria fortunato. Ma la fortuna ci ribeccherà ancora durante la serata che è appena cominciata. "Lo spettacolo comincia alle 20.30, poi ci sono quello delle 21 e quello delle 21.30. Quindi finiremo presto. Sono le 19.15, andiamo a cenare". Entriamo a port'alba, compriamo l'armonica per il gigiotto (domenica sarà il suo compleanno) e gironzoliamo un pò alla ricerca di un buon posto dove cenare carne. Mi tocca, mi va.
A piazza Bellini ci sono solo pubbetielli. Carini, ma non gli si può chiedere certo un secondo di carne. Alla via dei negozi di musica c'è un wine bar, ma si beve soltanto. "Ci toccherà mangiare in un ristorante turistico..."
E invece no. Lei mi dice "andiamo verso il bellini, il teatro..." e sulla strada becchiamo un posto apparentemente strano, con grandi lavagne con su scritte pietanze, assaggi, vini, e parole allettanti come "biologico", "gusto". I tavoli sono tipo come quelli dell'asilo. L'atmosfera è davvero gradevolissima. Se ha carne, abbiamo fatto bingo. Ne ha!
Ci accomodiamo fuori. Da seduti sentiamo la musica, lieve e dolce del sottofondo dal di dentro e la musica di cui sopra della città. Fa caldo, ma si sta benissimo. Prendiamo un gattò "delle due sicilie" -con melanzane alla siciliana al posto dei salumi ed io una tagliata di bufalo su insalata. Prendo anche una insalata mista...è piena di rucola (verdura che preferisco) con delle olivelle strane che si dimostreranno essere "peschetelle" o qualcosa del genere...cioè come le mele hanno le giuggiole, queste erano piccole pesche...strane ma buonissime.
Una bottiglia d'acqua ed uno stuzzicadenti fatto con del bambù (molto bello, insolito ed originale) mi viene a fare 33 euro. Ma in un posto del genere dove hanno i mieli di Andrea Paternoster (quello della thun)...tanto di cappello a qualunque cifra. Ritornerò a fare assaggiare un pò di melata.
voto 8.5
La seconda parte la metto in un altro post...

6月8日

ritorno a 'o castiello

Ci mancavo da...mah...dieci anni, forse di più.
Era inverno, o comunque una giornata grigia.
Ero solo, ero triste, ero piccolo.
Scoprii di dover condividere la vita con me stesso, e vidi un grande uomo prendere una sederata clamorosa scivolando sulla battigia.
Una scena che non dimenticherò.
Si pescava. C'era chi lo faceva con canne da pesca lunghissime, alcune a mulinello ed altre no, chi era sub ed andava a polipi.
Io presi il nervo spennacchiato di una foglia di palma, e vi attaccai un pò di lenza, un amo e l'esca. Aspettai parecchio, ma ebbi fiducia.
Mi illudevo come esperto, immaginando quanto vicino fossero i pesci ad abboccare dalle piccole vibrazioni di un così ridicolo strumento di pesca.
Eppure, fui preso da un sussulto, e mi resi conto che qualcosa aveva abboccato davvero.
Un pesce piccolo, come un dito, forse poco più, ma per me era grandissimo. Almeno quanto la soddisfazione di avercela fatta.
Ma ero solo in mezzo agli altri.
Ci sono tornato, in una domenica di inizio estate, con una comitiva di buontemponi e brava gente appassionata della "tristezza che si balla".
C'erano, in più, lettini, scale, tutto un lido montato per i bagnanti. C'era un ristorante, e ci ho anche pranzato.
All'epoca si mangiò ciò che pescammo. Un fritto strabuono.
Era lo stesso posto, con tanta gente in più, ma sostanzialmente lo stesso. E' cominciato anche a piovere, fino e costante.
Come in una giornata scura d'inverno.
Ero solo, ero triste, ero piccolo.
Passerà. Ma dal terreno le stelle sembrano davvero molto, troppo lontane.


5月29日

una sera.

C'era Roberto Herrera. C'era Silvana Capra. Si ballava tango, e non dirò com'è andata. Dirò che alla fine, lui mi ha detto "bravo, molto bravo. Muy bien!" e Silvana mi ha regalato una rosa (Si, lei a me...) non è stato un sogno, ma una sera, vera. In cui c'erano un pò tutti i briganti del k21. Nessuno ha ripreso con la videocamera, salvo soprere. Solo una foto, di Silvana che mi regala la rosa, me l'ha scattata Michele, e spero la invierà così la pubblico. Per la cronaca, Roberto è questo qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Herrera
5月20日

vicissitudini pre-elettorali

Stavo su FB, quando mi contatta un amico. Censuro tutto, per ovvi motivi.
Quando c'è D vuol dire che è il mio amico, quando c'è R è ciò che ho scritto io.

D:
ciao  io supporto mio cugino per santamaria la carita,
xxx xxx
anche un voto è importante
confido in te
R:
e perchè?
D:
perchè se si riuscisse a cambiare il sistema
voto perche mi è parente
ma voto perchè merita
R:
io ti ho chiesto perchè confidi in me.e non perchè voti tu.
D:
le cose cambierebbero in meglio
perchè sei un giovane in gamba
io nn pos votare
mio cugino si è rot il culo per il xxx xxx xxx
e losai i voti ded xxx a chi li vogliono dare
ad una donna
R:
non ci siamo capiti.
mi hai scritto "confido in te". che cosa significa?
D:
significa ho fiducia in te
un voto lo si puo strappare
poi senn puoi
fa niente
io chiedo per lealtà politica
R:
ma io non so nemmeno chi sia questo qui, dovrei votarlo solo perchè me lo chiedi tu?
D:
potresti avere fiducia anche senza conoscerlo
io te lo propongo
R:
se ne è capace si proponga da solo.
stammi bene xxx.
D:
guarda che u porta xxx xxx
lo sai i meccanismi che ci sn a santamaria
site tutti parenti
ti ringrazio per avermi ascoltato
R:
di nulla.
D:
ciao
5月13日

ritorno a ballare

Di pachidermi danzanti il mondo ne è pieno.
Ma non parlo di me, parlo di una visione che ho avuto ierisera.
Non parlo del finesettimana a Roma, della camminata (degna di questo nome) a S.Pietro, di Don Isidoro, del ristorante Giapponese-fusion, del palazzo del freddo di piazza vittorio o della folle corsa verso il treno in partenza (e della borsa dimenticata...).
Parlo di ierisera. L'ho vista danzare, di nuovo, sulle note della "musica dei pensieri tristi".
L'ultima volta capitò mentre avevo qualche chilo avvinghiato alla gamba destra. L'ho lasciata con Claudio, e l'ho ribeccata con lui.
E' tornata.
Stasera di nuovo al k21, sabato forse a jeranto.
E un sms -ricevuto ierisera- che dice tutto:
 
Ho tanto amore accumulato dentro ke mi sembra di esplodere..'ci sarà1tempo in cui voltandoci potremmo riderci su'..grazie x averci creduto!
 
 
5月4日

cali di concentrazione

Non riguardano la vita sulle tavole, riguardano la vita.
Càpitano, e pare siano temporanei, flebili. ed invece picchiano duro, altrochè.
Non direttamente, ma in quanto "porte aperte agli attachi esterni"
ierisera è andata. Ma decisamente peggio della prima, ed è risaputo che capita spesso per il già citato "calo".
Non mi recrimino granchè, a parte l'inquietudine che mi coglie proprio adesso, alle porte di 15 giorni topici come pochi altri. Sono a metà del primo,
e non posso permettermi sbavature, disattenzioni, pigrizie, cali. Porterebbero ad un crollo.
Da qui all'estate un rosario di 11 esamucci, da decidere se e come liquidare.
Un pò di paura, del fallimento e della solitudine. Ma ci sta.
Ho incontrato mario stamattina, e gli ho offerto un caffè senza battere ciglio.
"Dove te ne vai?" mi ha chiesto.
"solo et pensoso i piu deserti campi vo comparando a passi tardi e lenti" gli ho risposto.
Dovrebbe passare, non presto, ma in tempo per un buono sprint.
Per ora ci sto dentro, ancora non nel punto piu buio, ma ne ho coscienza piena.
Per ora peggiorerà, e se mi conosco abbastanza ne trarrò forza per arrivare al pieno di me l'estate
Per ora, nei limiti del possibile, devo riguardarmi. Ancora
Per ora, vivo.
Per ora.
 
Le scelte si pagano.
4月6日

"Io sò Mastu Rafele, e nun te ne ncarricà"

Beh, di ierisera ricorderò tre-quattro cose.
  • Il prologo, in primis: "Petito è ritmo, non sedetevici sopra"
  • Gli errori dei cazzoni che -meno male- sono riuscito a saltare a piè pari. Può capitare a chiunque, però. Anche se qualcuno ha fatto papere degne di Navarro in Samp-Napoli, come he detto Denis "persino i migliori portieri al mondo a volte sbagliano" e non lo so se è così anche per gli attori, ma so che sarebbe potuto capitare anche a me.
  • Il fiato, non è una cosa da poter ben descrivere, soprattutto per chi non c'è stato. Ma so che lavorando bene di diaframma sono riuscito ad avere solo parzialmente affanno (ma la parte era un infervoramento di rara potenza).
  • L'applauso, a parte quello finale, quello che è scattato alla fine della battuta. Vezzi da palcoscenico, lo so, ma non mi era mai capitato un applauso alla battuta. Forse merito della nutrita clacque che mi sono portato appresso (è senz'altro partito da lì l'incipit).
E' stata un bella liberazione. Ed è stato edificante sentire di aver divertito con gusto. Non so perchè o percome, ma seppur ci fosse il pienone non mi sono accorto di nulla dal pubblico. Che ha gradito alla grande.
Il trucco ha retto, il cambio è andato come previsto, le battute tutte ricordate. Personalmente non ho nulla da recriminarmi, ma quanto mi farebbe piacere sapere cosa ho omesso o sbagliato...Scrivo perchè sono stato tutta la serata carico, prima durante e dopo lo spettacolo, e seppur ne ho parlato con diverse persone, avevo voglia di scriverlo qui. Perchè è troppo bello dare voce all'anima, ed essere su quelle tavole all'interno di quell'organismo pulsante e generatore di intrattenimento. E farlo con le parole di Petito (e gli innesti di Celoro) è stato bellobellobello. E lo sarà ancora il 3 Maggio...ed ogni volta che risalirò su quelle tavole.
A presto le foto, sperando nell'efficienza di Ceccio.

3月24日

Ago

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Dovete ricordare, però, che tutto ciò non si realizza in un giorno, né può essere frutto di entusiasmo momentaneo. La strada resta sempre faticosa, ma, se confiderete nel Cristo, non verranno mai meno le forze. E anche si comincia ad amare la fatica. “Ubi amatur - diceva sant’Agostino - iam non laboratur et si laboratur etiam labor amatur”: “Dove c’è l’amore non si sente la fatica e anche quando c’è la fatica si ama questa fatica”.
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ho trovato questa frase dopo che me l'aveva accennata gigi. La porta sempre con se (quella di S.Agostino), nel portafoglio.
 
Beh, il lettore potrà dire "che c'azzecca sta frase?", ma a me dice moltissimo, dice tutto.
A rigor di logica, dovrei stare molto male. Dovrei dubitare di tutto, e mettere in discussione un pò tutto.
 
e invece continuo, a fare tutto, e meglio che posso.
 
Continuo a fare Teatro, e mi sono inventato una voce per Tommasino che mi piace tantissimo (metà Carratu' e metà Peppe 'o cavallaro...)
Continuo a seguire il Master
Continuo a prepararmi per santiago
...e tante altre cose.
 
Insomma, continuo ad amare la vita, a volermi bene, ad apprezzare tutti i tesori che ho (primo fra tutti: la vita. E CAMMINARE!), e mi cibo di molti sogni, ogni giorno.
E' un sogno viaggiare in vesuviana con la random dell'mp3, e percorrere il rettifilo (o le scorciatoie del borgo orefici) a passo cadenzato da quello che arriva dal "panariello" multimediale.
E' un sogno percorrere l'autostrada, al mattino, e vedere tutti i colori del cielo, del mare, delle città che attraverso. E' un sogno ogni mattino, andare alle terme, e curare il corpo, pregare ogni giorno, e curare lo spirito, seguire i corsi e cibarmi di cultura, fare le prove e assumere arte. Non posso non alimentare sogni a profusione, escono da soli. Arrivare a Napoli in moto mi fa sentire una specie di cavaliere, dove il casco è l'elmo, il giubotto ed i guanti l'armatura e l'xcity il ronzino. Completa il tutto il cappuccio della felpa che funge da Cotta di Maglia. Con il pieno di positività, non posso lasciarmi abbattere nemmeno da chi dice di essere l'incarnazione del maligno perchè ha tre 6 nella data di nascita, e non posso fare a meno di mandarle fiori ogni giorno da qui al mese prossimo, seppur non li apprezzi.
Non si resiste all'amore. Vince ogni cosa. E il sorriso è inevitabile, anche non voluto, anche non sentito. Basta un giro, per casa, "a papiscio"...a cavalcioni.
I miracoli accadono tutti i giorni, e chi c'era, ci crede.
Sognare da idiota è come poter passare una mezzora sulla scalinata delle FII, al sole, senza scarpe nè calzini: libertà. Non sono nulla piu' che un deficiente, ma sono libero e mi godo la mia libertà.
Questa vita che faccio non è poco faticosa. Ma la vivo amandola. E finisco per amare anche la fatica.
"Ama, e fai quel che vuoi" è stata tra le prime cose che mi hai insegnato del santo di ippona, ti ricordi? Ma non mi risponderesti se fossi qui accanto a me, figuriamoci se lo farai attraverso un blog stupido come questo.
In ogni modo, e nonostante il resto, Ultreja.
 
3月14日

Pause dal cavolo

Ho finito di vedere 1900 di Bertolucci.
La prima parte la vidi in treno, in direzione Modena. E la seconda parte adesso, quando mi rendo conto che non ci si può far niente, è già ora di tornare alla realtà, e c'è da rimandare un pò di cose. Spettacoli all'opéra, cene sotto cupole, bagni aromatici, eccetera, eccetera...e c c e t e r a.
Ma ci sono da rimandare anche giri in moto, gelati, pizze, e anche il mare.
Ho finito di vedere 1900 di Bertolucci, per fortuna. Perchè non avevo voglia di fare nemmeno una beata minchia.
Ho cercato di capire chi era depardieu (cacchio, olmo!) chi era stu lancaster, come si chiama quello che ha fatto attila.
Ho scoperto che anche liù bosisio ha fatto una parte, anche se non ho capito ancora quale.
Sono incappata nel suo sito, ed ho trovato questa pagina di diario.
Ho deciso di pubblicarla anche qui. Non saprete nemmeno chi è la Bosisio. Io la tenevo d'occhio da un bel pò. Ma non credevo fosse tanto grande.

dall'url http://www.liubosisio.com/diario/duilio.html
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Duilio fu il mio primo marito. Lo conobbi a Roma, al “caffè degli artisti” in via Margutta. Chissà se quel piccolo bar c’è ancora?

Aveva quattordici anni più di me, sette meno di mia madre.

Era un gigantesco ragazzone di trentacinque anni, coi capelli corti e ramati che gli scendevano a frangetta. E un piccolo naso delicato. Era molto bello.

Faceva il pittore e di quadri cercava di vivere. Ma era difficile. E allora… faceva il “cambio merce”… Un quadro per il nostro armadio, due quadri per un abbonamento alla trattoria più vicina.

Era buono e tenero come un vitello da latte, e soffriva.

La vita alle volte è una cosa selvaggia, come te la cavi se sei tenero come un vitello da latte?

E allora aveva trovato un modo: bere. E quando lo faceva, finalmente ruggiva…

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Mai ho visto un uomo rinascere, in così pochi minuti, dopo un bicchiere di vino: un leone! E da leone, travolgeva tutto e tutti, anche me, la sua piccola Bamby, così mi chiamava.

Raccoglieva gatti randagi, li sfamava, accarezzava: li amava.

L’ho visto piangere per la bellezza di un filo d’erba… Ricordo la sua testa reclinata sulla spalla, il filo d’erba appena staccato dalla terra retto nella mano, controluce… una goccia di pioggia scivolava lenta lungo la scanalatura…

Aveva sempre un cerino all’angolo della bocca e fumava mille sigarette. Aveva un modo tutto suo, di reggere le sigaretta: tra l’indice e il medio della mano destra, ma in fondo, dove le dita si uniscono alla mano. E teneva il braccio piegato, appoggiato al busto, sì da essere tutt’uno col corpo stesso. E dal suo corpo vedevi nascere un sottile fumo azzurrino che si scioglieva nell’aria, con grazia.

Dipingeva con accanimento e passione usando le mani assieme ai pennelli. Per ore ed ore, immemore di me che lo guardavo…

Quando ci siamo sposati, sul sagrato del Duomo mi fece dono di un coniglietto bianco che caricato a molla batteva due piattini d’oro: “Din!…. din!… din!”… Ero la sua bambina.

Morì una sera d’agosto, nel suo studio, sparato da un amico. Prima di morire ebbe la forza di scrivere su una parete, in basso vicino al pavimento: “Va… porco mondo!”

Aveva trentotto anni, Luca due, io ventiquattro.

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Non mi viene nulla da scrivere, anche se mi ha fatto sentire molto.
E' un pò come questo periodo qui. C'è da aspettare.
E in teoria anche da darsi da fare. Ma la voglia, no. Cacchio. Non me lo posso permettere.
3月13日

considerazioni da dietro le quinte

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ANTONIO
ha scritto:
we carissimo...t volevo dire ke poi il mio proniostico è andato a buon fine 3-3 cn la roma!!!cmq...stasera al cat si è pariato e ricorda l'angolo costumistica Linguaccia. a proposito ricordo molto bene la fragranza e spero tnt ke d pettacoli e camerini ce ne saranno ancori tnt insieme!!we io vado cmq sei un amico ciao continua cosi!!!
1 Mar.
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Grazie, antò.
3月12日

Partire, e già ritornare.

Trovarsi nella città della luce e dover andare via, prima del tempo. Le valigie sono già pronte.
Sembra ieri, anzi è ieri. Cenavamo all'ultimo piano di un museo col tetto di vetro all'ombra di una torre scintillante...
Oggi la si doveva scalare, la torre, e poi passare la giornata tra mendicanti, poeti e chiese.
Domani sera doveva essere il piatto forte, con balletto e cena sotto una cupola...
e' andata. Con il cous cous ed il felafel più buono che abbia mai assaggiato,
la nostra signora con le sue campane, una luna S T U P E N D A, e tutto il resto che è filato perfettamente liscio.
Ho preso il buono, prendo anche il meno buono.
E' ora di ritornare, c'è da stare bene. Anche se sembra impossibile stare meglio di così.
Ma ci sono tarli da estirpare, e sonni da ritrovare (i sogni li abbiamo già vissuto quasi tutti)
ricordando tre brindisi: due all'amore, uno ai sogni.

3月1日

Altra replica, altra corsa...

Stasera ho vissuto molte emozioni.

ho capito quanto è facile sembrare altro
ho riso e fatto ridere
ho pianto e fatto piangere
ho messo il mio lavoro in quello degli altri

ho fatto il nodo ad una cravatta
ho applicato il bianco
ho dipinto le rughe
ho passato le dita per sfumarle

ho controllato la chiave, i documenti, il fazzoletto, il cappello
ho dimenticato i baffi posticci (i miei però bastavano)

ho attinto aria e acqua alla mia anima in fiore
ho sentito la solita lieve incertezza prima e
ho dato la solita prova d'orgoglio durante.
ho inteso gli altri e
ho ascoltato me stesso.

ho pronunciato le parole di Viviani
ho interpretato due sue creature
ho assistito ad un nuovo miracolo
ho provato una nuova solita commozione

ho fatto Teatro.
2月14日

i gessi di riace

Ultima settimana di gesso, e periodo di transizione "tra la pazzia e il blues". Per domani ho organizzato un pranzo speciale, che molto probabilmente racconterò qui.
Domani uno spettacolo, Martedì un esame...ed un viaggio da organizzare, per rendere indimenticabile...Parigi. E tanto basta.
2月5日

Tre ppiccerille (1946)

Tre ppiccerille,
sott’ a nu mbrello:
duje bruttulille,
n’ ato cchiù bello,
cchiù strappatiello,
purtav’ ‘o mbrello
a rras’ ‘ e cappiello.
Tre suricille,
tre mappatelle,
tre ricciulille:
sei scarpetelle.
Sei scarpetelle
Ch’ ‘e chiuvetielle,
ch’ ‘e ffettuccelle,
ch’ ‘e ppurtuselle.
P’ ‘o vecariello,
porte e putrelle:
c’ ‘o zumpetiello
‘a sbutecatella…
Quanta reselle,
quanta resile,
ch’ ‘e llavarelle
ncopp’ ‘ e mussille!
Tre suricille:
Tre mappatelle.
Tre strummulille,
Sei scarpetelle…
Chillu cchiù bello,
cchiù strappatiello,
purtav’ ‘o mbrello
a rras’ ‘ e cappiello.

(Eduardo De Filippo)

SS850427 SS850433 tre peccerille

1月22日

il gesso...

E' il secondo giorno che convivo con questa specie di "pietra" attaccata alla gamba. E' un'esperienza -incredibile a dirsi- che avevo sempre fantasticato. Non è un desiderio che si avvera, però mi ero sempre chiesto come si vive da infortunato. e' un discorso da pazzi, lo so, ma...lo sto vivendo con serenità. Vado avanti, studio e mi rilasso. Finalmente. Chissà come andranno le prove, venerdì, e come sarà lo spettacolo -se lo farò- col gesso.
E' bella la vita.


1月14日

trashopolis...sorprese.

Bazzicavo sull'inossidabile trashopolis.com, e mi sono imbattuto in questo post:
http://www.trashopolis.com/search?updated-max=2009-01-03T11%3A08%3A00%2B01%3A00&max-results=12
ne riporto il testo integrale, perchè è molto significativo.
non aggiungo altro.
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Edizione seria di Trashopolis, almeno per oggi. Due mesi e mezzo fa ci siamo occupati di Tommaso Prestieri, il presunto boss di Scampia arrestato il 17 ottobre 2008 con l'accusa di tentato omicidio dell'impresario musicale Enrico Assante. Ripubblichiamo il video che montammo per l'occasione, mentre questo è il link per rileggere l'articolo. Stanotte Antonio Prestieri, figlio ventiquattrenne di Tommaso (questo è il suo Myspace), ha lasciato un commento bellissimo al nostro post. Lo pubblichiamo in prima pagina, perché non può passare inosservato.

Salve a tutti ragazzi, mi chiamo Antonio Prestieri, come si vede dal nome soprastante. No, non è un omonimo, sono il figlio di Tommaso. Prima di dire la mia voglio fare una piccolissima premessa. LA CAMORRA E' UNA MONTAGNA DI MERDA. In questa frase ho racchiuso, gli infiniti pensieri da rivolgere a certa gente, ma non basterebbe una rete intera. Per anni ho combattuto la mia guerra contro mio padre, e lui l'ha sempre persa, sono stato capace anche di rinnegare il mio nome, di portare il suo sangue come un lutto. Poi crescendo, certe cose ti maturano, ti fanno uomo. Ed io, ahimè, purtroppo o per fortuna son cresciuto troppo in fretta. Ho quasi 24 anni, e da 22 non vivo con mio padre, giacchè la separazione con mia madre è stata prematura, per scelte di vita diverse. Mio padre è stato quel che è stato, e diciamo che ha pagato le sue conseguenze, a caro prezzo, ma forse non basterebbe pena...ma le ha pagate. Quello che accade in questo sito, cioè, l'esaltazione del grottesco, della brutta Napoli può anche andare, perchè a volte bisogna ricordare ciò che si è o semplicemente ciò che si vuole essere. Ma credo fortemente, che le cose vanno raccontate quando si conoscono...bene. La cosiddetta "famiglia" Prestieri, si è spaccata, poichè i maggiori esponenti che cito: Maurizio e Antonio Prestieri e Antonio Pica (fratello e nipoti di Tommaso) ormai sono collaboratori di giustizia, passati dall'altra parte della linea. Insomma, la merda non è cambiata. Ritornando a Tommaso, mio padre, negli ultimi anni aveva preso un'altra strada, quella che ha sempre voluto percorrere. Dipingeva, fotografava, ha scritto dei libri, vinto dei premi etc etc. Questo per niente assolve i suo sbagli, ancora oggi, io gli remo contro. Ma per la legge ha scontato i suoi 23 anni di carcere, e ripeto, non basterebbero anni per certa gente e anche per mio padre. Veniamo alla questione del video. Enrico Assante, detto impresario e cantante (l'arte è una forma di malinconia, precisa e leggera, folle quanto normale nelle sue forme) definirlo artista mi viene difficile. Come la stessa Siani, lo stesso Zappulla, D'Alessio e così via. Dicevo, la storia di Enrico Assante è tutta una montatura, perchè vorrebbero, che anche mio padre, si pentisse. Tommaso Prestieri è in lista per il trapianto al cuore, è con un piede alle porte del paradiso o forse dell'inferno. In carcere non gli danno le giuste medicine, i soccorsi giungono in ritardo e tante altre torture. Solo perchè vorrebbero che si penta. Lui non lo farebbe, ma non per l'onore, perchè i camorristi non sanno nemmeno cos'è l'onore. Semplicemente per non rovinare la vita ai propri figli, che già ha marchiato a vita. Scrivo questo, perchè vedere mio padre tra questa gente, insieme a questi video che sinceramente a me non fanno ridere, ma piangere, mi vergogno un pò. Ma non mi vergogno d'essere napoletano e sapete perchè? Perchè io sono un autore, un commediografo, un attore, un regista. Il teatro è la mia vita. Ho lavorato con Buccirosso, Rosario Verde, Peppe Celentano, Corrado Taranto e tanti altri. Non voglio pensare, che la mia collaborazione con loro, li faccia diventare camorristi, solo perchè il mio cognome è Prestieri. Ah, ho vinto anche l'ultima edizione del Pomigliano Festival. No, no, non voglio mettere in rialto le mie vittorie, ma vorrei farvi capire che ci sono tanti ragazzi come me, che hanno lottato per la libertà. Questo dovresti mettere nei tuoi video, questi Napoletani. Perchè i buoni, sono sempre la maggioranza. La tua non è una notizia da BBC, quella che D'Alessio ha legami con la camorra e con Rita Siani (moglie di mio padre e non mia madre, da precisare, perchè ho una mamma fantastica) o che Zappulla sia un camorrista, come lo stesso Assante. Cito solo una persona, una persona che ha scritto "Quando, Quando, Quando" che ha fatto la storia della musica italiana. Tony Renis. Conosci i suoi legami? Ma questa è solo una piccolissima parte, più in alto si va, e più si sente la puzza. Mi perdonerete, se ho allungato le righe, forse annoiandovi, ma era un mio personalissimo pensiero, un pensiero di un uomo, che certe cose le ha vissute sulla propria pelle. Vi lascio affettuosamente, e se mai c'è ne sarà bisogno, sono a disposizione per qualsiasi collaborazione al sito.

Caro Antonio, intanto ti ringrazio per il tuo commento. Mi ha talmente colpito che mi sento tenuto ad uscire dal mio personaggio abituale (che sfotte, ironizza e cazzeggia a tutto spiano) per risponderti in maniera seria. Innanzitutto sono felice che questo sito riceva l'attenzione di un ragazzo coraggioso come te, che è stato capace di rinnegare un mondo che non sentiva proprio e di dedicarsi alla carriera artistica. Solo uno stronzo potrebbe pensare che tu sia un camorrista perché il tuo cognome è Prestieri. Per me, e credo per molti dei miei lettori, sei una persona speciale. Non posso pronunciarmi sulla vicenda di tuo padre, al di là di ciò che ho appreso dai giornali e da internet: dico solo che uno Stato civile deve offrire assistenza medica e cure a chiunque, indipendentemente dai reati che ha commesso. Se perciò Trashopolis può servire come cassa di risonanza per la tua versione dei fatti, per me è un piacere esserti d'aiuto. Non sono d'accordo con te su alcune cose. Descrivi questo sito come "esaltazione del grottesco, della brutta Napoli". Trashopolis non è solo questo. Certo, alcune volte mi capita di pubblicare video che mi fanno orrore, testimonianze di una cultura malavitosa da rinnegare e da combattere. Ma si tratta di casi isolati. Trashopolis vuole soprattutto occuparsi di un modo artigianale di fare spettacolo che suscita tenerezza più che rabbia: programmi amatoriali, artisti improvvisati, piccole televisioni locali. Vuole riproporre personaggi dalla straordinaria carica di umanità che hanno lasciato il segno nell'immaginario collettivo: penso al mago Gennaro D'Auria, a Tonino 'O Scienziato, a Zio Peppe di Radio Jolly. Vuole far scoprire l'eccezionale talento di cabarettisti la cui notorietà non ha però mai oltrepassato i confini della Campania (è il caso dei Coccobelli). No, Trashopolis non è una sfilata di fenomeni da baraccone, o almeno non è soltanto questo. Hai perfettamente ragione quando dici che non ho fatto nessuno scoop parlando dei legami di Gigi D'Alessio o di altri personaggi dello spettacolo con la camorra. Certo che non è uno scoop, tutte le informazioni sono tratte da fonti rintracciabili in rete. Però il compito di un blogger non è solo quello di fare degli scoop: è anche quello di ribadire ciò che non tutti sanno o fanno finta di non sapere. Soprattutto quando ti ritrovi D'Alessio ospite di programmi nazionali, testimonial di iniziative benefiche, sponsor di partite del cuore e compagnia bella. Per quanto riguarda il tuo ottimismo sui "buoni, che sono sempre la maggioranza", mi dispiace ma non mi ci ritrovo. Se i buoni fossero la maggioranza avrebbero vinto da un pezzo, non trovi? Grazie del tuo commento. Se vuoi intervenire di nuovo, qui sarai sempre il benvenuto.
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